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Adamasìa

Sin da piccola, nei viaggi, sentivo una forte attrazione verso i luoghi e li percepivo come se fossero vivi. Da questo mio sentire ho cominciato a sviluppare ed elaborare un nuovo concept che ho chiamato Adamasìa®.

I luoghi hanno un’anima. Sappiamo ancora percepire l’energia dei posti, quella che i Romani chiamavano Genius Loci, ma non siamo più abituati ad ascoltarla. Continuiamo a ignorare il richiamo antico che i luoghi hanno su di noi, ma questa connessione non è sparita, è ancora lì, scolpita nel nostro DNA.

È il magnetismo tra uomo e territorio ogni qual volta l’uomo entra in contatto con Paesi che non conosce e da qui ne scaturisce una smania, forza incontrollabile e indomabile che lo spinge alla ricerca dei luoghi di culto e artistici, creativi, negozietti di souvenir, artigiani, usi e costumi dei posti.

È la spinta della nostra anima che ci guida nella ricerca smaniosa di parti di sé che non ricorda più, ma che sa esistere, e che sono disperse in giro per il mondo.

Perché l’uomo sarebbe attratto dall’arte del luogo? Perché l’arte è la personificazione del genius loci, del talento del luogo e lo stato d’animo adamasìaco è uno stato d’animo indotto dal campo magnetico che si viene a creare e dal riconoscersi (inconsciamente, il più delle volte) dei due, uomo-genius loci.

 

”Un luogo non è mai solo quel luogo. Quel luogo siamo un pò noi. In qualche modo, senza saperlo ce lo portavamo dentro…e un giorno per caso ci siamo arrivati.”
(Antonio Tabucchi)

Etimologia

Ho rielaborato gli antichi concetti animisti con una declinazione moderna.

Questa teoria parte da uno studio etimologico di Adamà o Adamah in ebraico, Adamas in greco antico e Phrenesis in latino.

Adamà (o Adamah) in ebraico significa suolo ma anche luogo inesplorato della nostra mente.  Adamas, dal greco antico, è il termine che caratterizza il diamante per la sua durezza eccezionale ma sta a significare anche calamita, magnete e Phrenesis cioè frenesia, dal latino, è la smania, l’eccitazione mentale.

In realtà non è altro che la frenesia di conoscere sé stessi: la nostra anima ci guida nella ricerca smaniosa di parti di sé che non ricordava più di avere, ma che sono disperse nei luoghi.

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In vacanza, in viaggio, non la senti anche tu quella spinta interna che ti fa stare in giro ore a cercare negozi, cibi, profumi, artisti e oggetti unici  che rappresentino quel luogo?

L’Adamasìa è proprio questo bisogno smodato di entrare in contatto con tutto ciò che di affascinante e misterioso offre un territorio; è quel magnetismo che si instaura tra uomo e terre sconosciute, dentro le quali si ritrova a ricercarne le bellezze e unicità, le ricchezze artistiche e culturali, gli usi e costumi.

È un parlarsi silenzioso tra anime, la nostra e quella del luogo, inconsapevole, ma tale da produrre un’energia potente, un’attrazione che aiuta a conoscere parti di noi inesplorate. O forse è meglio dire a ri-conoscere, perché questi luoghi contengono già il seme di ciò che siamo, quasi degli specchi sui quali riflettere la nostra anima.

L’Adamasìa spiega quindi la curiosità e la frenesia di girovagare per negozi e luoghi artistici che si tramuta non solo in ricerca dell’arte e i paesaggi ma in una ricerca smaniosa di negozi e artigiani, ovvero le espressioni del genio artistico di un luogo.

Appagare il desiderio di Adamasìa, può portarci ad un senso di completezza, perché arricchisce il nostro bagaglio emotivo-culturale, restituendoci uno stato di armonia con il mondo e la tradizione. Adamasìa è la voglia di ritrovare una parte della nostra anima racchiusa in un luogo inesplorato, perché lei è immortale e senza tempo e per essere libera e completa ha bisogno di ogni frammento di luogo che le parli di sé.